Vibro come
un'ala di farfalla,
mentre la tua bocca ripercorre,
ricalcandoli con cura,
i miei lineamenti duri...
la tua bocca che,
tremando per lo sforzo,
mi sorride
ogni volta che io la chiudo.
Interrogo
sul mio futuro
e su ciò che sento
l'ombra placida del vaso
accucciato a terra contro il muro.
L'umidità ostentata
dall'inverno
disegna trame lucide sui vetri,
che poi colano all'unisono
come lacrime sbocciate
sul viso della notte.
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