Ho odiato per anni il tuo silenzio.
Ho strappato con rabbia
le tue lettere bianche,
simulacro perfetto
di una assenza
ormai oltraggiosa,
senza accorgermi che tu
sei sempre stato lì,
dove non guardavo.
Nella linea tremante
della calligrafia,
nelle gocce di sangue
che usavi
per scrivere in rosso il mio nome
sul retro della busta.
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RispondiEliminaproprio ieri accennavi di specchi in cui guardarsi...
RispondiEliminaMi sono un pò perso nel "non-sense" figurativo, quasi un ossimoro, che vede qualcuno stracciare lettere bianche: non trovo il perchè da nessuna parte, ma lo comprendo benissimo. lo condivido pentendomene.
... mi sono ripreso quando, appunto, mi sono rivisto allo specchio e tra lunghe missive silenziosamente riposte in un cassetto e vuote pagine giunte a destinazione trovo poca differenza, almeno nel loro "obiettivo". Il rapprto mittente/destinatario non conta.
Dunque, fossi io, perderei il sonno pensando a quel che avrei potuto "leggere" e non ho letto e secondo me anche tu poni l' accento su qualcosa del genere.
Il sangue non basta come dazio e il silenzio, per quanto si voglia essere poetici, non è mai eloquente. Questo si che è un ossimoro, giusto ???