Inspiro.
Espiro.
Stringo appena il pugno per giocare con la luce che gocciola dalla finestra, come fosse una farfalla liquida che sceglie di posarsi qui sul palmo della mano.
Inspiro.
Fuori l'aria è immobile.
Espiro.
Il mio piede si rilassa dopo un lungo spasmo appena percettibile.
Inspiro.
Che cos'è che mi trattiene qui?
Espiro.
Lentamente, chino il capo verso il corpo calmo e caldo che mi dorme accanto, che si muove appena, che profuma di tutto ciò che è bello.
Inspiro ancora, trattenendo il fiato.
La sua bocca è lì, ed è così che mi risponde, senza dire niente.