lunedì 28 maggio 2012

Live fast die young

Ripensarci è strano. Ripensare a com'ero, cosa amavo, quanto pensavo.
E' come svegliarsi nel mezzo della notte, senza aprire gli occhi, senza svegliarsi davvero del tutto... restando immobile e aspettando di riaddormentarsi ancora, con le palpebre che tremano, pregando che non sia ancora giunto il giorno. E' proprio questo che sto facendo.
Sto dormendo un sonno stupido, un sonno privo di sogni su di un letto scomodo, un sonno che durerà ancora a lungo e che solo di tanto in tanto è interrotto da questi istantanei attimi di consapevolezza, dai ricordi offuscati di quando ero sveglia e correvo libera ridendo in faccia a Dio, usando fino in fondo ogni parola...
E per quanto io possa desiderare con ogni cellula che ho in corpo di ritornare a quei momenti, non riesco, non riesco a tenere gli occhi aperti. Le mie palpebre sono come pesantissime, sigillate dalla polvere.
La bocca, secca ed impastata, sa solo vomitare incerta uno sbuffo d'aria, lasciando intravedere una lingua spaccata dai silenzi. Non ne esce neanche una parola.
Riesco solo a rigirarmi pigramente sotto le lenzuola, constatando quanto il letto sia ormai freddo e vuoto, riesco solo ad allungare la mia mano irrigidita fino all'orologio, per vedere quanto manca.




Ho sempre saputo che crescere significa morire, ma non avrei mai creduto di morire così giovane.

2 commenti:

  1. Il passato remoto è dunque un tempo più comodo anche per te.
    Un pò mi sorprende.

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  2. Prigionieri del passato, disgustati dal presente e spaventati dal futuro...siamo messi bene! :P

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