lunedì 28 maggio 2012

Eco

Appoggio la fronte al profumo dolce e rotondo dell'estate.
Non è ancora arrivata, ma riesco a intravedere i suoi piedi che sbucano da sotto il vestito troppo lungo del cielo.
La continua attesa mi ha fatto perdere il senso del tempo, e con esso il ricordo di ciò che c'è stato di importante negli ultimi anni. Neanche ciò che ha rotto la mia routine quotidiana è riuscito a salvarsi del tutto dall'oblio.
Di poco più di mille giorni passati a fare chissà cosa non mi resta che qualche astratta nozione semantica.
Penso a lungo a ciò che voglio dire senza riuscire a trovare la parola adatta. E' buffo ed umiliante pensare che un tempo erano le parole a trovare me.
Sono mesi che compiango e rimpiango me stessa cercando di tornare ad essere autentica.
Ma per quanto mi forzi le dita nella gola ho ormai digerito tutta la poesia di cui mi sono nutrita, ed il mio stomaco vuoto non rigetta che aria nera.

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