mercoledì 30 novembre 2011

"I'm sure I used to be,,,"

Anche se

il corpo è travestito

e marcia insieme agli altri

la mente

resta libera.



30/08/11

Se smetti di pensare smetti di esistere?

Affondo i denti nella tua nuca morbida,

soffiando forte per non bere

la tua linfa marcia.

E' amara e nauseante,

come acqua lasciata a stagnare,

con la forza di un fiume

esplode in un getto furioso,

che mi spazza via le labbra,

scoprendo un terrificante

sorriso involontario.

La tua pelle splendida,

ancora deformata

dagli anni di tensione,

si sgonfia con un sibilo,

lasciandoti floscio ed imbarazzato

come un abito

indossato troppo a lungo

da un terrore sovrappeso.

Noi che sognavamo di.

Noi che volevamo anche.

Noi che pensavamo che.

Ci siamo ritrovati a testa in giu,

come pensavi che non si potesse respirare.

Asciutti, acerbi, inflazionati.

I piedi mozzi e la guancia

ancora mortificata

dalla sberla insopportabile

della consapevolezza.

Non è forse vero che si torna

sempre a casa?

Che si viene al mondo e ci si uccide,

che ci si forza a nascere di nuovo

per poi spegnersi,

che il serpente dentro il petto

esiste per mordersi

rabbioso

la coda lacera in eterno?

Non è forse vero che il silenzio prolungato

porta all'odio del rumore,

che l'ipotonia delle nostre labbra

lasciate a riposare troppo a lungo

ora ci impedisce di sorridere,

e che sotto i nostri occhi sigillati

non riusciamo più a dormire,

nè a sognare?

Io non avrei saputo scegliere tutto questo.

Io non avrei dovuto scegliere tutto.

Io non avrei voluto scegliere.

Eppure, tutto accade.

E pure, tutto cade.


14/07/2011

Is there Anybody In There?

Respiro a fondo

l'aria notturna,

cercando di filtrarne le assenze

tra i denti,

sdraiata sui bordi del sogno

più vuoto

che ho saputo sognare.

Spalanco la bocca

fino a strapparla,

sperando che le parole,

come in una magia,

si formino da sole,

ma la mia gola

è ancora troppo secca,

e parlare

fa ancora troppo male.

Il puzzo alienante

di decomposizione

della vecchia pelle

che ho messo ad appassire

sotto il letto

mi colpisce dritto sulla bocca,

come un pugno portentoso.

So che dovrò indossarla

ancora,

ora che i miei occhi sono così nudi;

so che vorrò indossarla ancora.

eppure

non sono ancora pronta

a sporcarmi di infinito...


06/06/11

Capitolo Zero.


Ridammi la tua strana postura,
l'eleganza di una statua grottesca
che tace,
e lo sguardo disperso di lato
in tramonti criptati
che sanno d'assenzio.
Ridammi il tuo scorrere stanco,
come un rivo che muore tra i sassi
spostati per gioco
da infanti assassini,
e i tuoi grazie notturni,
sussurrati ai miei occhi murati
da un sonno fasullo.
Dammi indietro
ciò che ho scelto
di non ricordare.
Le tue mani macchiate d'inchiostro,
ed il look stropicciato.
E le labbra serrate in un ghigno
di carta
ritagliata senza un ordine logico.
Le giornate passate ascoltando
i rumori svanire lontano,
come stelle cadenti ubriache di spazio.
Dammi indietro il respiro.
gli istanti fugaci
in cui ci siamo creduti,
nonostante il passato.
E la voglia che ho di rimpiangerti
non appena mi sveglio..
Voglio solo questo quadro di te,
e del modo in cui riesci a guardarmi
senza darmi ragioni,
con il viso provato
da una gioia eccessiva
che non ha più un suo senso,
e nemmeno un futuro.

Solo questo ricordo.