Respiro a fondo
l'aria notturna,
cercando di filtrarne le assenze
tra i denti,
sdraiata sui bordi del sogno
più vuoto
che ho saputo sognare.
Spalanco la bocca
fino a strapparla,
sperando che le parole,
come in una magia,
si formino da sole,
ma la mia gola
è ancora troppo secca,
e parlare
fa ancora troppo male.
Il puzzo alienante
di decomposizione
della vecchia pelle
che ho messo ad appassire
sotto il letto
mi colpisce dritto sulla bocca,
come un pugno portentoso.
So che dovrò indossarla
ancora,
ora che i miei occhi sono così nudi;
so che vorrò indossarla ancora.
eppure
non sono ancora pronta
a sporcarmi di infinito...
06/06/11
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