La testa mozzata di un fiore
scivola sulle mie ginocchia,
piangendo involontariamente
i suoi ultimi grani di polline..
nell'atroce tenerezza
della sua decapitazione
rivedo un sincero atto d'amore..
non credevo che fosse possibile
amarsi così banalmente,
in un pomeriggio spaccato
ed insipido,
senza dirsi niente di importante..
sotto il palmo della mano,
la tua bocca
impastata dagli sbadigli
si contrae vibrando,
e come una corda slabbrata
suona un silenzio
che non sottintende più nulla..
ci addormentiamo abbracciati,
nell'aria priva di stelle
"Fredda, vuota, triste eco di una bambina che ha ormai scordato cosa vuol dire essere semplice."
lunedì 26 dicembre 2011
mercoledì 30 novembre 2011
"I'm sure I used to be,,,"
Anche se
il corpo è travestito
e marcia insieme agli altri
la mente
resta libera.
30/08/11
il corpo è travestito
e marcia insieme agli altri
la mente
resta libera.
30/08/11
Se smetti di pensare smetti di esistere?
Affondo i denti nella tua nuca morbida,
soffiando forte per non bere
la tua linfa marcia.
E' amara e nauseante,
come acqua lasciata a stagnare,
con la forza di un fiume
esplode in un getto furioso,
che mi spazza via le labbra,
scoprendo un terrificante
sorriso involontario.
La tua pelle splendida,
ancora deformata
dagli anni di tensione,
si sgonfia con un sibilo,
lasciandoti floscio ed imbarazzato
come un abito
indossato troppo a lungo
da un terrore sovrappeso.
Noi che sognavamo di.
Noi che volevamo anche.
Noi che pensavamo che.
Ci siamo ritrovati a testa in giu,
come pensavi che non si potesse respirare.
Asciutti, acerbi, inflazionati.
I piedi mozzi e la guancia
ancora mortificata
dalla sberla insopportabile
della consapevolezza.
Non è forse vero che si torna
sempre a casa?
Che si viene al mondo e ci si uccide,
che ci si forza a nascere di nuovo
per poi spegnersi,
che il serpente dentro il petto
esiste per mordersi
rabbioso
la coda lacera in eterno?
Non è forse vero che il silenzio prolungato
porta all'odio del rumore,
che l'ipotonia delle nostre labbra
lasciate a riposare troppo a lungo
ora ci impedisce di sorridere,
e che sotto i nostri occhi sigillati
non riusciamo più a dormire,
nè a sognare?
Io non avrei saputo scegliere tutto questo.
Io non avrei dovuto scegliere tutto.
Io non avrei voluto scegliere.
Eppure, tutto accade.
E pure, tutto cade.
14/07/2011
soffiando forte per non bere
la tua linfa marcia.
E' amara e nauseante,
come acqua lasciata a stagnare,
con la forza di un fiume
esplode in un getto furioso,
che mi spazza via le labbra,
scoprendo un terrificante
sorriso involontario.
La tua pelle splendida,
ancora deformata
dagli anni di tensione,
si sgonfia con un sibilo,
lasciandoti floscio ed imbarazzato
come un abito
indossato troppo a lungo
da un terrore sovrappeso.
Noi che sognavamo di.
Noi che volevamo anche.
Noi che pensavamo che.
Ci siamo ritrovati a testa in giu,
come pensavi che non si potesse respirare.
Asciutti, acerbi, inflazionati.
I piedi mozzi e la guancia
ancora mortificata
dalla sberla insopportabile
della consapevolezza.
Non è forse vero che si torna
sempre a casa?
Che si viene al mondo e ci si uccide,
che ci si forza a nascere di nuovo
per poi spegnersi,
che il serpente dentro il petto
esiste per mordersi
rabbioso
la coda lacera in eterno?
Non è forse vero che il silenzio prolungato
porta all'odio del rumore,
che l'ipotonia delle nostre labbra
lasciate a riposare troppo a lungo
ora ci impedisce di sorridere,
e che sotto i nostri occhi sigillati
non riusciamo più a dormire,
nè a sognare?
Io non avrei saputo scegliere tutto questo.
Io non avrei dovuto scegliere tutto.
Io non avrei voluto scegliere.
Eppure, tutto accade.
E pure, tutto cade.
14/07/2011
Is there Anybody In There?
Respiro a fondo
l'aria notturna,
cercando di filtrarne le assenze
tra i denti,
sdraiata sui bordi del sogno
più vuoto
che ho saputo sognare.
Spalanco la bocca
fino a strapparla,
sperando che le parole,
come in una magia,
si formino da sole,
ma la mia gola
è ancora troppo secca,
e parlare
fa ancora troppo male.
Il puzzo alienante
di decomposizione
della vecchia pelle
che ho messo ad appassire
sotto il letto
mi colpisce dritto sulla bocca,
come un pugno portentoso.
So che dovrò indossarla
ancora,
ora che i miei occhi sono così nudi;
so che vorrò indossarla ancora.
eppure
non sono ancora pronta
a sporcarmi di infinito...
06/06/11
l'aria notturna,
cercando di filtrarne le assenze
tra i denti,
sdraiata sui bordi del sogno
più vuoto
che ho saputo sognare.
Spalanco la bocca
fino a strapparla,
sperando che le parole,
come in una magia,
si formino da sole,
ma la mia gola
è ancora troppo secca,
e parlare
fa ancora troppo male.
Il puzzo alienante
di decomposizione
della vecchia pelle
che ho messo ad appassire
sotto il letto
mi colpisce dritto sulla bocca,
come un pugno portentoso.
So che dovrò indossarla
ancora,
ora che i miei occhi sono così nudi;
so che vorrò indossarla ancora.
eppure
non sono ancora pronta
a sporcarmi di infinito...
06/06/11
Capitolo Zero.
Ridammi la tua strana postura,
l'eleganza di una statua grottesca
che tace,
e lo sguardo disperso di lato
in tramonti criptati
che sanno d'assenzio.
Ridammi il tuo scorrere stanco,
come un rivo che muore tra i sassi
spostati per gioco
da infanti assassini,
e i tuoi grazie notturni,
sussurrati ai miei occhi murati
da un sonno fasullo.
Dammi indietro
ciò che ho scelto
di non ricordare.
Le tue mani macchiate d'inchiostro,
ed il look stropicciato.
E le labbra serrate in un ghigno
di carta
ritagliata senza un ordine logico.
Le giornate passate ascoltando
i rumori svanire lontano,
come stelle cadenti ubriache di spazio.
Dammi indietro il respiro.
gli istanti fugaci
in cui ci siamo creduti,
nonostante il passato.
E la voglia che ho di rimpiangerti
non appena mi sveglio..
Voglio solo questo quadro di te,
e del modo in cui riesci a guardarmi
senza darmi ragioni,
con il viso provato
da una gioia eccessiva
che non ha più un suo senso,
e nemmeno un futuro.
Solo questo ricordo.
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